Elementi di riforma

Nella riforma globale della previdenza per la vecchiaia (“Previdenza per la vecchiaia 2020”) sono stati riformati entrambi i pilastri della previdenza per la vecchiaia (AVS e LPP), al fine di coordinarne le prestazioni e il finanziamento e di garantire il futuro della previdenza per la vecchiaia. Di seguito trovate una panoramica degli elementi chiave discussi nel corso della riforma.

 

Panoramica

Età di riferimento / Età di pensionamento per donne e uomini

Pensionamento flessibile AVS

Pensionamento flessibile LPP

Rendita per vedove

Finanziamento: aliquote contributive

Finanziamento: imposta sul valore aggiunto

Finanziamento: contributo della Confederazione al finanziamento dell’AVS

Aliquota minima di conversione LPP

Soglia di entrata LPP

Deduzione di coordinamento LPP

Mantenimento del livello delle prestazioni LPP

Meccanismo di intervento

Supplemento per nuove rendite AVS e innalzamento del limite di plafonatura

Rendita per i figli

 

Età di riferimento / età di pensionamento per donne e uomini

Normativa attuale: Età di pensionamento a 64 anni per le donne e a 65 anni per gli uomini.
Proposta Consiglio federale: Il Consiglio federale propone per donne e uomini un’età di riferimento di 65 anni: sia nell’AVS sia nella previdenza professionale, per le donne e per gli uomini varrebbe la stessa età di riferimento ai fini della riscossione della rendita senza riduzioni né supplementi. L’adeguamento dovrebbe avvenire entro sei anni.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati accetta sostanzialmente le richieste del Consiglio federale. L’età di pensionamento delle donne dovrebbe essere gradualmente adeguata a quella degli uomini, tuttavia entro tre anni.
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale accoglie la proposta del Consiglio degli Stati.
Riforma adottata: Età di pensionamento uniforme a 65 anni per donne e uomini. Come proposto da Consiglio degli Stati e Consiglio nazionale l’innalzamento dell’età di pensionamento avverrà gradualmente, con un incremento di tre mesi all’anno.

(verso l’alto)

Pensionamento flessibile AVS

Rendita anticipata

Normativa attuale: Nell’AVS esiste oggi la possibilità di riscuotere la rendita di vecchiaia uno o due anni prima del raggiungimento dell’età pensionabile, ovvero a 63 o 64 anni per gli uomini e a 62 o 63 anni per le donne. La riduzione della rendita compensa la durata più lunga della prestazione. La percentuale di riduzione ammonta al 6,8 percento per ogni anno di rendita anticipata.
Proposta Consiglio federale: Secondo la proposta del Consiglio federale ogni assicurato dovrebbe poter scegliere liberamente il momento del pensionamento tra i 62 e i 70 anni. Il pensionamento graduale sarà possibile grazie alla facoltà di riscuotere rendite parziali o intere. Fino al momento in cui non verrà riscossa la totalità della rendita AVS, quest’ultima potrà essere migliorata con ulteriori contributi fino all’ammontare della rendita massima. Inoltre, per le persone con redditi modesti che hanno lavorato a lungo, in caso di riscossione prima dei 65 anni la rendita dell’AVS sarà ridotta in misura minore rispetto alla normativa attuale.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati adotta la proposta del Consiglio federale: il pensionamento dovrebbe essere gestito in modo flessibile, di norma tra i 62 e i 70 anni. Per contro, la Camera dei Cantoni boccia la proposta di introdurre condizioni più favorevoli per le persone con un periodo contributivo lungo e con un reddito modesto.
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale approva la proposta del Consiglio degli Stati; non vuole introdurre condizioni più favorevoli per persone con un periodo contributivo lungo e un reddito modesto.
Riforma adottata: Il pensionamento può essere gestito in modo flessibile tra i 62 e i 70 anni. Inoltre vi è la possibilità di riscuotere la rendita in anticipo; tuttavia l’anticipazione comporta una riduzione attuariale della rendita. Conformemente alle proposte del Consiglio degli Stati e del Consiglio nazionale non vi saranno condizioni più favorevoli per le persone con un periodo contributivo lungo e con un reddito modesto.

Rendita posticipata

Normativa attuale: Le persone che hanno raggiunto l’età pensionabile ordinaria possono rinviare la riscossione della propria rendita da un minimo di un anno a un massimo di 5 anni – per gli uomini quindi fino all’età di 70 anni, per le donne 69. Il rinvio può essere fatto valere al massimo entro un anno dall’insorgenza del diritto alla rendita ordinaria; in seguito la rendita AVS può essere ritirata in qualsiasi momento il mese seguente. Un supplemento di rendita tra il 5,2 percento per la proroga minima e il 31,5 percento per la proroga massima compensa la durata più corta di riscossione. Chi continua a essere attivo professionalmente, continua a pagare i contributi se il suo reddito annuale supera il 16’800 franchi.
Proposta Consiglio federale: Secondo la proposta del Consiglio federale ogni assicurato dovrebbe poter scegliere liberamente il momento del pensionamento tra i 62 e i 70 anni. In tal modo vi sarà la possibilità di posticipare la riscossione di una parte della rendita di vecchiaia. L’anticipo parziale può quindi essere combinato con un rinvio parziale della rendita. Il Consiglio federale vorrebbe così creare la possibilità di continuare a lavorare dopo il 65esimo anno di età con una percentuale lavorativa ridotta, di ricevere anticipatamente una parte della rendita di vecchiaia e di posticipare la riscossione della parte rimanente della rendita di vecchiaia. A causa dell’allungamento della speranza di vita saranno ridotti i supplementi per quanto riguarda il rinvio della rendita, che compensano la più corta durata di riscossione.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati sostiene la proposta del Consiglio federale.
Proposta Consiglio nazionale: Anche il Consiglio nazionale sostiene la proposta del Consiglio federale.
Riforma adottata: Il pensionamento può essere gestito in modo flessibile tra i 62 e i 70 anni. Inoltre vi è la possibilità di posticipare la riscossione di una parte della rendita di vecchiaia, sono però ridotti i supplementi per quanto riguarda il rinvio della rendita.

Obbligo di contribuzione delle persone attive in età di pensionamento

Normativa attuale: Sulla base del diritto attuale le beneficiarie e i beneficiari di rendite AVS che esercitano un’attività lucrativa continuano a versare i contributi AVS anche dopo il raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento. Attualmente un tale proseguimento dell’attività lavorativa non porta tuttavia a un miglioramento delle rendite, poiché i contributi pagati non vengono considerati nel calcolo della prestazione AVS. Comunque secondo la presente legislazione chi beneficia di una rendita può far valere una franchigia sulla quale non si devono versare i contributi AVS. La franchigia ammonta a 1‘400 franchi al mese o a 16‘800 franchi per anno civile.
Proposta Consiglio federale: La riforma del Consiglio federale prevede che i contributi AVS, calcolati sul reddito da lavoro dopo l’età di riferimento, siano considerati nel calcolo della rendita. Per contro l’attuale franchigia dovrebbe essere abolita.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati condivide la proposta del Consiglio federale per quanto riguarda il nuovo disciplinamento dell’obbligo di contribuzione delle persone attive che percepiscono già una rendita di vecchiaia.
Proposta Consiglio nazionale: Anche il Consiglio nazionale sostiene la proposta del Consiglio federale per quanto riguarda il disciplinamento della contribuzione delle persone attive che beneficiano già di una rendita di vecchiaia.
Riforma adottata: I contributi AVS calcolati sul reddito da lavoro dopo l’età di riferimento saranno considerati nel calcolo della rendita. L’attuale franchigia per pensionate attive e per pensionati attivi professionalmente sarà abolita.

(verso l’alto)

Pensionamento flessibile LPP

Normativa attuale: Secondo la vigente legislazione è lasciata agli istituti di previdenza del secondo pilastro la scelta di offrire la possibilità di anticipare il pensionamento, di rinviarlo e di riscuotere rendite parziali. Un anticipo della rendita LPP oggi è consentito al più presto a partire dai 58 anni. Il rinvio delle rendite LPP e altri versamenti nel secondo pilastro sono possibili solo se si prosegue l’attività lavorativa. Un prelievo anticipato porta a una riduzione, mentre un rinvio ha come conseguenza un aumento della rendita.
Proposta Consiglio federale: Secondo il Consiglio federale le disposizioni della previdenza professionale dovrebbero essere adattate quanto più possibile alla soluzione flessibile nell’AVS. Questo ha come conseguenza che anche gli istituti di previdenza devono rendere possibile ai propri assicurati una riscossione anticipata della prestazione di vecchiaia a partire dai 62 anni e il rinvio fino ai 70 anni. Nella proposta del Consiglio federale una riscossione prima dei 62 è possibile ancora soltanto in situazioni particolari. Un rinvio della rendita LPP inoltre è possibile solo se è esercitata in misura equivalente un’attività lucrativa. Per quanto riguarda l’anticipo della rendita, per motivi di tecnica attuariale si deve applicare un’aliquota di conversione più bassa, in caso di rinvio una più bassa.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati adotta le proposte del Consiglio federale al fine dell’elaborazione del pensionamento flessibile nella previdenza professionale analogamente all’AVS. Tuttavia gli istituti di previdenza dovrebbero mantenere la possibilità di prevedere nei loro regolamenti a determinate condizioni un’età di pensionamento più bassa possibile.
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale approva la proposta del Consiglio degli Stati con variazioni minime. Anche secondo il Consiglio nazionale gli istituti di previdenza professionale dovrebbero mantenere, a determinate condizioni, la possibilità di stabilire un’età minima inferiore a 62 anni per le prestazioni per la vecchiaia.
Riforma adottata: Le prescrizioni della previdenza professionale saranno adattate alla soluzione flessibile nell’AVS. Un anticipo o un rinvio della rendita di norma sarà possibile tra i 62 e i 70 anni. Inoltre, nel caso di una continuazione dell’attività lavorativa dopo i 65 anni non vi sarà più l’obbligo di contribuzione. Secondo la proposta di Consiglio degli Stati e Consiglio nazionale, gli istituti di previdenza riceveranno la possibilità di fissare l’età di pensionamento a 60 anni.

(verso l’alto)

Rendita per vedove

Normativa attuale: Secondo la legislazione vigente le vedove hanno diritto a una rendita vedovile dell’AVS se al momento del decesso del coniuge hanno figli o affiliati, o se hanno compiuto il 45esimo anno di età e sono state sposate per almeno 5 anni. La rendita per vedove corrisponde al massimo all’80 per cento della rendita di vecchiaia corrispondente, la rendita per orfani al 40 percento.
Proposta Consiglio federale: Il Consiglio federale vorrebbe concedere la rendita per vedove dell’AVS solo alle donne che al momento del decesso del coniuge hanno figli aventi diritto a una rendita per orfani o bisognosi di cure. Inoltre la rendita per vedove e vedovi dell’AVS dovrebbe essere ridotta dall’80 al 60 percento della rendita di vecchiaia corrispondente; al contempo, la rendita per orfani dovrebbe essere aumentata dal 40 al 50 percento.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati non condivide la proposta del Consiglio federale, ma desidera mantenere la normativa attuale.
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale desidera attenersi alla proposta del Consiglio federale.
Riforma adottata: Per quanto riguarda la rendita per vedove rimane valida la normativa attuale. Come proposto dal Consiglio degli Stati, le rendite non saranno diminuite.

(verso l’alto)

Finanziamento: aliquote contributive dell’AVS

Normativa attuale: L’aliquota di contribuzione per salariati ammonta nell’AVS all’8,4 percento del salario, mentre chi esercita un’attività lucrativa indipendente paga un contributo del 7,8 percento. Al contempo gli indipendenti con un reddito inferiore a 56’400 franchi approfittano di una tavola scalare dei contributi decrescente, che riduce l’aliquota di contribuzione al massimo al 4,2 percento.
Proposta Consiglio federale: Il Consiglio federale si dichiara favorevole alla parità di trattamento di indipendenti e salariati nell’AVS e propone che valgano per tutti le stesse aliquote di contribuzione dell’8,4 percento. La tavola scalare dei contributi decrescente per gli indipendenti sarebbe quindi abolita.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati rifiuta la proposta del Consiglio federale. Egli non vorrebbe alcun aumento delle aliquote contributive per chi esercita un’attività lucrativa indipendente né l’abolizione della tavola scalare dei contributi decrescente.
Proposta Consiglio nazionale: Anche il Consiglio nazionale desidera mantenere la normativa attuale.
Riforma adottata: Le aliquote contributive dell’AVS rimangono dell’8,4 percento per dipendenti salariati e del 7,8% per chi esercita un’attività lucrativa indipendente. La proposta del Consiglio federale non ha trovato consenso in Parlamento.

(verso l’alto)

Finanziamento: imposta sul valore aggiunto

Normativa attuale: Le prestazioni dell’AVS sono parzialmente finanziate dalle entrate dell’imposta sul valore aggiunto. L’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto è pari all’8 per cento e viene percepita su tutte le merci e i servizi. Attualmente vanno a favore del finanziamento dell’AVS 0,83 punti percentuale dell’imposta sul valore aggiunto.
Proposta Consiglio federale: Con la sua proposta il Consiglio federale crea un finanziamento aggiuntivo per l’AVS: un aumento proporzionale dell’IVA di 1,5 punti percentuali fornirebbe i mezzi supplementari necessari al finanziamento dell’AVS. Con l’entrata in vigore della riforma l’IVA sarebbe aumentata di 1 punto percentuale; il secondo aumento sarebbe attuato solo qualora la situazione finanziaria dell’AVS lo richiedesse.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati ha deciso di limitare l’aumento dell’IVA all’1 percento e di applicarlo in modo scalare.
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale vorrebbe aumentare l’imposta sul valore aggiunto di soli 0,6 punti percentuali, in due fasi.
Riforma adottata: Secondo la proposta del Consiglio nazionale l’imposta sul valore aggiunto sarà aumentata dello 0,6 percento in due fasi. Il primo aumento sarà coperto nel 2018 mediante il trasferimento del finanziamento aggiuntivo dell’AI all’AVS. Il secondo aumento avverrà nel 2021 e fisserà l’imposta sul valore aggiunto all’8,3 percento.

(verso l’alto)

Finanziamento: Contributo della Confederazione al finanziamento dell’AVS

Normativa attuale: La Confederazione supporta il 19,55 percento delle spese dell’AVS. Nel 1999 l’IVA è stata aumentata dell’uno percento a favore dell’AVS (percento demografico). Per compensare l’aumento delle spese dovuto alla crescita demografica nel bilancio federale, il 17 percento dei proventi del percento demografico va a beneficio della Confederazione.
Proposta Consiglio federale: La Confederazione dovrebbe rinunciare alla sua quota del 17 percento sul percento demografico IVA. Il Consiglio federale si ripromette così di ottenere una semplificazione dei flussi finanziari tra la Confederazione e l’AVS. In compenso, il contributo della Confederazione all’AVS dovrebbe scendere dal 19,55 al 18 percento delle spese dell’AVS.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati rifiuta la proposta del Consiglio federale, e considera la stabilizzazione dell’AVS anche come un compito della Confederazione. Se si evita la riduzione del contributo della Confederazione, l’impatto dell’aumento dell’IVA sarebbe meno forte.
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale va oltre la proposta del Consiglio degli Stati e desidera aumentare il contributo della Confederazione all’AVS dall’attuale 19,55 percento al 20 percento.
Riforma adottata: Il contributo della Confederazione all’AVS rimane del 19,55 percento delle spese dell’AVS. Ha vinto la proposta del Consiglio degli Stati.

(verso l’alto)

Aliquota minima di conversione LPP

Normativa attuale: L’aliquota di conversione LPP serve al calcolo delle rendite della previdenza professionale. Essa determina il livello della rendita annua e stabilisce come il capitale di vecchiaia viene convertito in rendite annuali. L’aliquota minima di conversione LPP oggi ammonta a 6,8 percento. Questo significa che una persona assicurata che ha raggiunto l’età pensionabile e che dispone di un avere minimo legale di 100’000 franchi riceve una rendita di vecchiaia annua di 6’800 franchi (100’000 x 6,8 %).
Proposta Consiglio federale: Il Consiglio federale propone un adeguamento dell’aliquota minima di conversione all’evoluzione della speranza di vita e dei rendimenti dei capitali. L’aliquota minima di conversione dovrebbe essere diminuita nel corso di quattro anni di 0,2 punti percentuali annui fino a un tasso del 6,0 percento.
Proposta Consiglio degli Stati: Come per il Consiglio federale. L’aliquota di conversione LPP dovrebbe essere ridotta dal 6,8 al 6,0 percento.
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale sostiene la proposta di Consiglio federale e Consiglio degli Stati.
Riforma adottata: L’aliquota minima di conversione LPP sarà ridotta al 6,0 percento, in quattro scatti di 0,2 punti percentuali all’anno.

(verso l’alto)

Soglia d’entrata LPP

Normativa attuale: La soglia d’entrata è il reddito annuo (lordo), a partire dal quale i lavoratori sono obbligatoriamente assicurati nella previdenza professionale. Dal 1° gennaio 2015 la soglia d’entrata corrisponde a un reddito annuo di 21’150 franchi.
Proposta Consiglio federale: Per proteggere meglio le persone con un reddito basso e/o con un impiego a tempo parziale il Consiglio federale vuole abbassare la soglia d’entrata della previdenza professionale obbligatoria a 14’000 franchi. Questa modifica andrebbe soprattutto a vantaggio delle donne.
Proposta Consiglio degli Stati: La soglia d’entrata per lavoratori occupati a tempo pieno non sarà abbassata. Tuttavia per le persone con un’occupazione a tempo parziale la situazione nel secondo pilastro dovrebbe essere migliorata, diminuendo la deduzione di coordinamento in base al grado di occupazione.
Proposta Consiglio nazionale: Per quanto riguarda la soglia d’entrata, il Consiglio nazionale concorda con la proposta del Consiglio degli Stati (salario annuo assicurato a partire da 21’150 franchi).
Riforma adottata: Contrariamente a quanto proposto dal Consiglio federale, la soglia d’entrata nella previdenza professionale non sarà abbassata, ma continuerà ad essere pari a un reddito annuo di 21’150 franchi.

(verso l’alto)

Deduzione di coordinamento LPP

Normativa attuale: La deduzione di coordinamento attualmente ammonta a 24’675 franchi. È assicurata solamente la parte del salario che supera questo importo (salario coordinato).
Proposta Consiglio federale: Il Consiglio federale vorrebbe abolire la deduzione di coordinamento. Il salario annuo dovrebbe essere assicurato integralmente fino a un importo di 84’240 franchi. Il Consiglio federale argomenta che l’abolizione porterebbe a un salario assicurato più alto e quindi a rendite di vecchiaia più alte. Questo andrebbe soprattutto a vantaggio di chi lavora a tempo parziale e delle persone con diversi datori di lavoro.
Proposta Consiglio degli Stati: Secondo la proposta del Consiglio degli Stati, la deduzione di coordinamento dovrebbe essere diminuita solo leggermente e dovrebbe essere adattata al grado di occupazione. Le rendite più basse della previdenza professionale dovrebbero essere parzialmente compensate con rendite AVS più alte (vedi Mantenimento del livello delle prestazioni LPP).
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale sostiene la proposta del Consiglio federale e desidera abolire la deduzione di coordinamento.
Riforma adottata: La deduzione di coordinamento sarà resa flessibile. Essa sarà pari al 40 percento del salario annuo, ma al minimo pari a 14’100 franchi e al massimo pari a 21’150 franchi.

(verso l’alto)

Mantenimento del livello delle prestazioni LPP

Proposta Consiglio federale: Per fare in modo che la modifica dell’aliquota minima di conversione proposta non porti a una riduzione delle rendite, il Consiglio federale propone le seguenti misure: l’abolizione della deduzione di coordinamento così come un adeguamento degli accrediti di vecchiaia LPP. Gli accrediti dovrebbero essere, a partire dai 45 anni, del 13 percento del salario assicurato (senza deduzione di coordinamento), e in seguito non essere più aumentati (finora: 15% del salario coordinato tra i 45 e i 55 anni; 18% dai 55 anni). Siccome gli accrediti LPP si calcolano sul salario assicurato senza deduzione di coordinamento, secondo il Consiglio federale gli accrediti di vecchiaia dovrebbero essere più alti. Inoltre, attraverso il livellamento degli accrediti di vecchiaia si ridurrebbe la differenza dei costi tra i lavoratori più giovani e quelli più anziani nella previdenza professionale; ciò migliorerebbe la posizione degli occupati più anziani sul mercato del lavoro. Per gli assicurati più anziani (la cosiddetta generazione di transizione) sono previste misure supplementari per il mantenimento del livello delle prestazioni.
Proposta Consiglio degli Stati: Consiglio degli Stati vorrebbe compensare la riduzione delle rendite in un altro modo. Su richiesta della Commissione per la sicurezza sociale e la sanità (CSSS) ha deciso un aumento delle rendite AVS di 70 franchi al mese per le persone singole e fino a 226 franchi per le coppie sposate. Il Consiglio degli Stati rifiuta sia l’eliminazione della deduzione di coordinamento proposta dal Consiglio federale, sia l’abbassamento degli accrediti di vecchiaia. La generazione di transizione dovrebbe essere sostenuta da un fondo di garanzia.
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale vorrebbe, analogamente al Consiglio federale, compensare le rendite LPP più basse (a causa dell’abbassamento dell’aliquota di conversione) nel secondo pilastro. Attraverso l’abolizione della deduzione di coordinamento così come attraverso un adattamento dei tassi degli accrediti di vecchiaia LPP dovrebbe essere mantenuto il livello delle rendite. Tuttavia, a differenza della proposta del Consiglio federale, dovrebbero essere applicabili due diversi tassi degli accrediti di vecchiaia: 9 percento tra i 25 e i 44 anni, 13,5 percento a partire dai 45 anni. Il Consiglio nazionale respinge la proposta del Consiglio degli Stati di aumentare le rendite AVS.
Riforma adottata: Per quanto riguarda il mantenimento del livello delle prestazioni, il Consiglio degli Stati si è imposto. Per quanto riguarda le nuove rendite di vecchiaia, le rendite AVS saranno aumentate di 70 franchi al mese per le persone singole e fino a 226 franchi al mese per le coppie sposate. Nella previdenza professionale gli accrediti di vecchiaia saranno adeguati: 7 percento per la fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, 11 percento tra i 35 e i 44 anni, 16 percento tra i 45 e i 54 anni e 18 percento tra i 55 e i 65 anni.

(verso l’alto)

Meccanismo di intervento

Normativa attuale:  —
Proposta Consiglio federale: Un meccanismo di intervento dovrebbe garantire che vengano adottate per tempo misure per garantire l’AVS. Il meccanismo di intervento prevede che in un primo stadio il Consiglio federale debba proporre contromisure al Parlamento, non appena si dovesse profilare un’effettiva riduzione del livello del fondo di compensazione dell’AVS. Se il fondo di compensazione dell’AVS scendesse davvero sotto il 70 percento delle uscite annuali, secondo la proposta del Consiglio federale scatterebbero automaticamente in una seconda fase le misure predefinite.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati fissa la prima fase del meccanismo di intervento già a partire da una prevedibile diminuzione del fondo di garanzia sotto all’80%. Il Consiglio scarta invece la seconda fase di tale meccanismo, ovvero l’applicazione automatica delle misure predefinite.
Proposta Consiglio nazionale: Analogamente al Consiglio federale, il Consiglio nazionale propone un meccanismo di intervento in due fasi. In una prima fase il Consiglio federale deve proporre contromisure al Parlamento non appena si dovesse profilare un’effettiva riduzione del livello del fondo di compensazione dell’AVS al di sotto delle spese annue. In una seconda fase, se il fondo di compensazione dell’AVS dovesse scendere sotto l’80 percento delle uscite annuali, il Consiglio federale deve aumentare l’età di pensionamento (al massimo in quattro fasi fino ai 67 anni) e fissare un aumento dello 0,4 percento dell’imposta sul valore aggiunto. Per non compromettere il successo dell’intera riforma delle pensioni, il Consiglio nazionale si è proposto di “slegare” il meccanismo d’intervento dalla riforma e di portarlo in votazione separatamente.
Riforma adottata: Nel caso di una prevedibile diminuzione del fondo di garanzia AVS sotto all’80% della spesa annuale, il Consiglio federale deve sottoporre al Parlamento misure di stabilizzazione entro un anno. Ha vinto la variante del Consiglio degli Stati.

(verso l’alto)

Supplemento per nuove rendite AVS e innalzamento del limite di plafonatura

Normativa attuale: La somma di entrambe le rendite di vecchiaia di una coppia sposata non può superare il 150 percento della rendita di vecchiaia massima (3’525 Fr.).
Proposta Consiglio federale: Nessuna. A questo proposito il Consiglio federale non ha proposto alcuna riforma.
Proposta Consiglio degli Stati: Il Consiglio degli Stati vorrebbe aumentare le rendite AVS (ma non le rendite d’invalidità né le rendite superstiti) di 70 franchi al mese. Inoltre la plafonatura per le coppie sposate dovrebbe essere aumentata dall’attuale 150 percento al 155 percento della rendita massima. Qui verrebbe considerato il supplemento di 70 franchi, ciò che per una coppia sposata darebbe un risultato totale di 226 franchi al massimo.
Proposta Consiglio nazionale: Il Consiglio nazionale respinge l’aumento delle rendite AVS proposto dal Consiglio degli Stati. Le rendite più basse nel secondo pilastro (a causa dell’abbassamento dell’aliquota di conversione) dovrebbero essere compensate con l’abolizione della deduzione di coordinamento e con l’adattamento dei tassi degli accrediti di vecchiaia LPP (vedi mantenimento del livello di prestazioni LPP).
Riforma adottata: Come proposto dal Consiglio degli Stati, le nuove rendite di vecchiaia AVS saranno aumentate di 70 franchi al mese per le persone singole e fino a 226 franchi al mese per le coppie sposate. Questi miglioramenti saranno finanziati da un aumento dei contributi AVS di 0,3 punti percentuali dal 2021.

(verso l’alto)

Rendita per i figli

Normativa attuale: Le persone che beneficiano di una rendita di vecchiaia hanno diritto a una rendita per i loro figli se questi ultimi hanno al massimo 18 anni, oppure, al di là di questa scadenza, qualora essi non abbiano ancora terminato la formazione, e fino al compimento dei 25 anni. La rendita per i figli ammonta tra i 468 e i 936 franchi al mese.
Proposta Consiglio federale: Il Consiglio federale non vede alcun bisogno di riforma e vorrebbe mantenere la normativa attuale.
Proposta Consiglio degli Stati: Questo elemento di riforma è stato proposto dal Consiglio nazionale. Il Consiglio degli Stati non ha ancora deciso in proposito.
Proposta Consiglio nazionale: Quale ulteriore misura di risparmio il Consiglio nazionale vorrebbe eliminare la rendita senza sostituirla.
Riforma adottata: Le persone che beneficiano di una rendita di vecchiaia hanno diritto a una rendita per i loro figli se questi ultimi hanno al massimo 18 anni, oppure, al di là di questa scadenza, qualora essi non abbiano ancora terminato la formazione, e fino al compimento dei 25 anni. La proposta del Consiglio nazionale non ha prevalso.

(verso l’alto)

(Fonti: Servizi del Parlamento, Factsheet della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) , Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Messaggo del Consiglio federale sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020)